Arriva la Big

Killerfish - 13/02/2025

Siamo a gennaio, sono le 10 tra poco Maurizio arriva a prendermi direzione laghetto "La Sorgente".
Durante il tragitto commentiamo che nonostante siamo a gennaio la temperatura non sia cosi fredda, siamo intorno ai 10° abbastanza inusuale per il periodo.

Naturalmente, si discute anche di dove potrebbe essere una buona posizione per belle catture e concordiamo che un posto che, da sempre, ha dato buoni risultati è dove il torrente che alimenta il laghetto entra, portando con sé ossigeno e nutrimento.
Speriamo che, arrivati, ci siano due postazioni libere.

Arrivati a destinazione, parcheggiamo e subito ci dirigiamo verso il bar per un buon caffè caldo. Intanto, osserviamo l'andamento della pesca e notiamo che sulla sinistra c'è dello spazio libero dove potremmo sistemarci.

Decidiamo di recarci lì e, mentre Maurizio si guarda intorno per capire come iniziare, io, che non vedo l'ora di iniziare a pescare, preparo subito le canne e prendo la prima esca che mi capita sotto mano: un bruco di gomma rosso.

Controllo che la canna sia ben aperta, verifico che il bruco giri correttamente, apro l'archetto e lancio.

Con soddisfazione, effettuo un bel lancio lungo, nonostante l'uso di un vetrino da 3 grammi.
Aspetto qualche secondo affinché l'esca affondi appena e inizio a recuperare, dando dei leggeri colpetti per renderla più attraente.
Avrò fatto sì e no tre giri di mulinello quando sento il primo strattone.
Mi dico che è impossibile che sia già una trota, ma decido di fermarmi un attimo e poi riprendere.
Ed ecco un secondo strattone.
A questo punto penso che sia davvero una trota, quindi mi fermo un attimo e ricomincio quasi subito, giusto per dare (spero) l’impressione che l’esca stia cercando di fuggire.
Ed è proprio in quel momento che sento un terzo strattone, molto più deciso.
Rispondo immediatamente, portando la canna nella direzione opposta per cercare di ferrare bene il pesce che ha deciso di mangiarsi il mio bruco rosso.

Ma è quando comincio il recupero che qualcosa di strano accade.
Di solito sento una resistenza piuttosto costante, ma in quel momento la resistenza sembra quella che chiamo "ho preso il tappo del lago".
Guardo la canna e la vedo assumere una forma che sinceramente non credevo potesse prendere.
Subito apro la frizione, che inizia a fischiare con decisione, e il terrore mi assale.
Ho un filo da 0.14 e non ho mai pescato nulla di più grande di un chilo.
Maurizio, che nel frattempo si è avvicinato e sta assistendo alla scena, mi dice che sicuramente è una trota grande.
Grazie Maurizio giusto quello che avevo bisogno per tranquillizzarmi.

Comincia un vero e proprio tira e molla tra me e lei, non vuole assolutamente avvicinarsi e sembra decisa a farsi un bel giro con l'amo in bocca.
Io cerco di farle capire che non posso certo travolgere gli altri pescatori, quindi con non poca fatica cerco di dirigerla verso zone più tranquille, che non diano fastidio a chi c'è già.

Dopo quello che mi sembra un tempo interminabile (che ancora oggi non saprei quantificare), riesco finalmente a tirarla verso la riva, chiedo a Maurizio di aiutarmi a guadinarla.
Senza perdere tempo, lui si avvicina con il mio guadino da 60 cm di larghezza, lo infila in acqua, si avvicina alla trota e mi dice: "Mi sa che questo guadino è troppo piccolo".

Piccolo? Che dici, Maurizio? E in quel momento realizzo che potrebbe succedere di tutto, e che magari la perderò proprio all'ultimo.

Fortunatamente, un altro pescatore si avvicina con un guadino più grande, e Maurizio, da vero professionista, riesce a portarla finalmente a riva.

A questo punto, finalmente, posso cominciare a respirare. Guardo il guadino, che dista circa 5-6 metri da me, e vedo che è parecchio gonfio. Ancora non riesco a vedere cosa ci sia dentro, quindi mi avvicino e apro bene la rete.
Solo allora vedo cosa ho pescato: una splendida "Big" da 6,295 kg. Mi siedo, la guardo e scoppio a ridere, perché davvero non c'è modo migliore per iniziare una giornata del genere.

Continuo a pescare e, di tanto in tanto, prendo qualche altra trota, ma ogni volta che alzo la nassa e guardo quella bellezza, penso: "La mia prima Big… e che Big!".

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