C’è chi in gara dà tutto.
E poi c’è chi dà proprio tutto, compreso un elegante tuffo nel lago davanti a pubblico e avversari.
Durante l’ultima competizione di pesca sportiva, un nostro eroe (che per correttezza chiameremo “Il Siluro Umano”) ha deciso di alzare l’asticella della performance… e abbassare il baricentro. Nel pieno dell’adrenalina del secondo turno, concentrato come un chirurgo e teso come una canna in ferrata, ha messo un passo falso.
Un attimo prima era in perfetto assetto da gara.
Un attimo dopo era in assetto da rana sincronizzata.
Secondo ricostruzioni attendibili:
Il risultato? Un ingresso in acqua degno delle migliori scuole di tuffi… peccato solo per la tecnica non proprio olimpica e per l’attrezzatura che, per qualche secondo, ha vissuto momenti di smarrimento esistenziale.
Gli spettatori, inizialmente col fiato sospeso, hanno presto realizzato che non c’erano conseguenze se non un’epica figura da tramandare per generazioni. Le risate hanno fatto eco sull’acqua più delle esche lanciate.
E lui? Uscito dal lago con la dignità di chi sa che ormai il danno è fatto, ma almeno l’ha fatto bene.
La giornata sembrava chiusa lì, al secondo turno, con scarpe zuppe e orgoglio in ammollo.
E invece no.
Perché mentre alcuni pescano pesci… altri pescano risultati.
Nonostante il tuffo fuori programma, la competizione ha avuto un epilogo clamoroso: secondo posto finale.
Sì, secondo. Con una performance acquatica extra non prevista dal regolamento.
Nella pesca come nella vita:
Ma se sei un vero agonista, torni a riva, stringi i denti e porti a casa il podio.
E ora, diciamolo chiaramente:
non tutti possono dire di essere arrivati secondi… dopo aver testato personalmente la temperatura del lago.
Chapeau, campione.
La prossima volta magari niente tuffi… ma per lo spettacolo, voto 10.